Metodo ROPA a Malaga: maternità condivisa per coppie di donne

Il metodo ROPA è indicato per le coppie di donne che desiderano partecipare entrambe attivamente al percorso verso la maternità. Una delle due fornisce gli ovociti (madre genetica) e l’altra porta avanti la gravidanza (madre gestante).

Alla Clínica Fertia vi accompagniamo con un trattamento personalizzato e sicuro.

Tratamientos

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Maternità condivisa

Trattamento personalizzato

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d’attesa

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Che cos’è il metodo ROPA?

Il metodo ROPA (Ricezione di Ovociti della Partner) è una tecnica di riproduzione assistita per coppie di donne.

Una delle due fornisce gli ovociti (madre genetica) e l’altra porta avanti la gravidanza (madre gestante).

In questo modo, entrambe partecipano attivamente al processo.

Perché diventare madre può anche essere un progetto condiviso fin dal primo momento.

Riproduzione assistita per coppie di donne

Questo trattamento è indicato per:

Coppie di donne che desiderano una maternità condivisa, in cui entrambe le donne desiderano essere coinvolte nel processo.

Il metodo ROPA è una delle opzioni più complete nell’ambito della riproduzione assistita.

Com’è il processo del metodo ROPA?

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Durante la prima visita effettuiamo uno studio di entrambe le donne e iniziamo con gli esami. Di norma raccomandiamo che sia la donna più giovane a sottoporsi al trattamento di stimolazione e a fornire i propri ovociti; è quella che chiamiamo mamma genetica. L’età della donna è un fattore determinante: con il passare degli anni abbiamo meno ovociti e di qualità peggiore. Per questo motivo deve essere la donna più giovane a fornirli, affinché abbiano un migliore potenziale di impianto. Parallelamente, la mamma gestante seguirà un trattamento con estrogeni per preparare il proprio endometrio, facendo sì che sia nelle condizioni migliori per accogliere l’embrione.
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Normalmente, in ogni ciclo naturale viene prodotto un solo ovocita. La stimolazione ovarica consiste nel somministrare ormoni tramite iniezione sottocutanea per ottenere più ovociti. L’intero processo viene monitorato tramite ecografie, per le quali saremo a tua disposizione sette giorni su sette. A seconda del tipo di protocollo utilizzato e della rapidità di risposta dell’ovaio, la durata del processo oscillerà tra i 10 e i 12 giorni.

Una volta che i follicoli raggiungono il numero e le dimensioni adeguati, si procede alla somministrazione di un ormone denominato HCG per completare la maturazione degli ovociti. Circa 36 ore dopo la somministrazione dell’HCG, gli ovociti ormai maturi potranno essere prelevati dall’ovaio.

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Consiste nell’aspirazione degli ovociti già maturi sotto controllo ecografico e mediante una leggera sedazione, affinché la paziente non avverta alcun tipo di fastidio. La durata della procedura è di circa 15 minuti. Quel giorno si raccomanda di non svolgere attività che richiedano piena concentrazione, come ad esempio guidare, anche se ci si sente perfettamente bene.
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Una volta prelevati gli ovociti, questi vengono inseminati con il liquido seminale proveniente da donatore anonimo, precedentemente preparato in laboratorio. Clínica Fertia collabora con le principali banche del seme del nostro Paese, il che ci consente di selezionare il campione del donatore che meglio si adatta alle caratteristiche fisiche (etnia, colore degli occhi, capelli, altezza, peso e gruppo sanguigno) di entrambe. Offre inoltre la possibilità di matching genetico tra il donatore di liquido seminale e la madre genetica

La fecondazione può avvenire mediante FIV classica: in questo caso il biologo mette a contatto ogni ovocita con circa 25-50.000 spermatozoi precedentemente selezionati e lascia che la fecondazione avvenga spontaneamente. Oppure mediante ICSI, che consiste nell’introdurre un singolo spermatozoo nel citoplasma dell’ovocita mediante puntura dello stesso con una pipetta sottile.

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Gli embrioni vengono coltivati e osservati in laboratorio per alcuni giorni (da 2 a 6). A tal fine disponiamo di moderne tecniche di incubazione per monitorare in tempo reale la loro evoluzione (morfocinetica). Disponiamo di incubatori dotati di tecnologia time lapse, che incorpora un sistema di acquisizione di immagini e ci permette di osservare gli embrioni dalla fecondazione fino al momento del transfer in utero, senza doverli estrarre dall’incubatore. In questo modo le condizioni di coltura sono più stabili, il che comporta un miglioramento della qualità embrionale. Inoltre, con questa tecnologia si facilita la selezione dei migliori embrioni da trasferire e congelare.
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Di norma viene effettuata in parallelo al ciclo di stimolazione della madre genetica. Innanzitutto ci assicuriamo di ottenere l’arresto dell’attività ovarica nella ricevente, per cui utilizziamo normalmente contraccettivi oppure una dose singola di analoghi del GnRH, salvo nelle donne che sono già in menopausa, nel qual caso non è necessario.

Successivamente si avvia uno schema sostitutivo con estrogeni, per via orale o mediante cerotti transdermici, per assicurare un’adeguata preparazione dell’endometrio, sede in cui verranno depositati gli embrioni. Durante questo processo verranno effettuate una o due ecografie per verificare che l’endometrio abbia raggiunto lo spessore desiderato. Questa fase dura solitamente circa due settimane. Successivamente, giorni prima del transfer embrionale, si aggiunge il progesterone per trasformare l’endometrio e renderlo completamente recettivo.

Consiste nell’introduzione degli embrioni all’interno della cavità uterina. A tal fine si posiziona uno speculum in vagina e si introduce una sottile cannula che trasporta gli embrioni, i quali vengono depositati nell’utero sotto controllo ecografico. Questo processo è rapido e indolore.

Dopo il transfer raccomandiamo un riposo relativo quel giorno e il giorno successivo, per poi tornare alla propria attività abituale. Si raccomanda unicamente di evitare sforzi violenti e sport nelle due settimane successive. Gli spostamenti non comportano alcun problema.

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È un processo di solidificazione cellulare a basse temperature (-196 ºC) che vengono raggiunte molto rapidamente impedendo la formazione di cristalli. Una volta vitrificati, gli ovociti vengono conservati all’interno di paillette tramite un sistema chiuso che impedisce il loro contatto con l’azoto liquido in cui vengono immersi per la conservazione, garantendo così le massime condizioni di sicurezza.

Si può effettuare mediante determinazione nel sangue della BHCG a 10 giorni dal transfer embrionale.

Oppure eseguire un test delle urine trascorsi 14 giorni dal transfer.

Fino alla conferma deve essere mantenuta la terapia prescritta il giorno del transfer.

La ecografía

Dopo 15 giorni dall’analisi della BHCG viene eseguita un’ecografia per confermare l’impianto embrionale; sarà possibile visualizzare la camera gestazionale con l’embrione al suo interno e con la presenza del battito cardiaco; talvolta la visualizzazione del battito avverrà 7 giorni più tardi.

Maternità condivisa: il valore del metodo ROPA

Uno dei principali vantaggi del metodo ROPA è che entrambe le donne partecipano a:

Questo crea un legame unico fin dall’inizio.

Tasso di successo del metodo ROPA

Il tasso di successo del metodo ROPA è simile a quello della fecondazione in vitro.

Dipende da fattori come:

Età della madre genetica

Qualità degli ovociti

Qualità embrionale

Requisiti legali del metodo ROPA

 In Spagna il metodo ROPA è regolamentato e richiede che:

Ciò consente a entrambe di essere riconosciute legalmente come madri.

Un trattamento sicuro e accompagnato

Il metodo ROPA è una tecnica sicura e ampiamente utilizzata.

Alla Clínica Fertia accompagniamo ogni coppia durante tutto il percorso, adattando il trattamento alle sue esigenze.

Perché non si tratta solo del risultato, ma di come vivete il percorso.

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Domande frequenti sul metodo ROPA

Chi può accedere al metodo ROPA?

È indicato per coppie di donne che desiderano partecipare entrambe al percorso verso la maternità.

Il tasso di successo del metodo ROPA è simile a quello della fecondazione in vitro. Dipende fondamentalmente dall’età della madre genetica, dalla qualità degli ovociti e dalle condizioni dell’utero della madre gestante.

Il processo comprende: stimolazione ovarica della madre genetica, prelievo degli ovociti mediante prelievo ovocitario, fecondazione con liquido seminale di donatore, coltura embrionale in laboratorio e transfer nell’utero della madre gestante, adeguatamente preparato per accogliere l’embrione.

Affinché le due donne possano risultare come madri nel Registro Civile, è necessario il matrimonio precedente tra loro o che costituiscano una coppia di fatto. In questo modo, entrambe le donne avranno gli stessi diritti e obblighi legali nei confronti del bambino nato tramite TRA (Tecniche di riproduzione assistita) e figurerà come figlio di entrambe le madri.

Sì, viene sempre utilizzato liquido seminale di donatore selezionato e controllato dal punto di vista medico.

La donna che fornisce gli ovociti è la madre genetica. Tuttavia, anche la sua partner influirà sull’espressione di quel patrimonio genetico grazie all’epigenetica, il che fa sì che entrambe partecipino attivamente allo sviluppo del bambino.

Iniziate il vostro percorso di maternità condivisa

Alla Clínica Fertia vi aiutiamo a compiere il passo con un trattamento adattato a voi.

Due percorsi che si uniscono in uno solo.