La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), una delle patologie endocrine più frequenti nelle donne in età riproduttiva, cambia ufficialmente nome e diventa Sindrome Ovarica Metabolica Poliendocrina (PMOS), in seguito a un consenso internazionale pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet.
Questa nuova denominazione riflette una comprensione più accurata della malattia. Non si tratta infatti esclusivamente di un disturbo ovarico, ma di una patologia sistemica complessa che coinvolge il sistema endocrino, il metabolismo, la funzione riproduttiva e numerosi altri organi e apparati.
È importante sottolineare che il cambio di nome non modifica né i criteri diagnostici né le attuali strategie terapeutiche. L’obiettivo è migliorare la consapevolezza della malattia, favorire una diagnosi più precoce e descrivere con maggiore precisione la sua natura multisistemica.
Perché la sindrome dell’ovaio policistico cambia nome?
Per molti anni il termine sindrome dell’ovaio policistico è stato considerato poco rappresentativo della reale natura della patologia.
Contrariamente a quanto suggerisce il nome, la malattia non è caratterizzata dalla presenza di vere cisti ovariche. L’ecografia mostra infatti numerosi piccoli follicoli il cui sviluppo si è arrestato, che possono ricordare delle cisti ma non lo sono.
Inoltre, la precedente denominazione poneva l’attenzione quasi esclusivamente sull’ovaio, trascurando il ruolo centrale delle alterazioni metaboliche, endocrine e infiammatorie.
La nuova definizione, Sindrome Ovarica Metabolica Poliendocrina (PMOS), descrive in modo più fedele la complessità della malattia e il coinvolgimento di molteplici sistemi dell’organismo.
Si stima che questa condizione interessi circa 170 milioni di donne nel mondo, pari a una donna su otto. Tuttavia, circa il 70% dei casi non viene ancora diagnosticato, con conseguenze importanti sulla salute e sulla fertilità.
I criteri diagnostici cambiano?
No.
Il consenso internazionale conferma che i criteri diagnostici rimangono invariati.
Nelle donne di età pari o superiore ai 20 anni, la diagnosi richiede la presenza di almeno due dei seguenti criteri:
- oligo-ovulazione o assenza di ovulazione;
- iperandrogenismo clinico o biochimico;
- morfologia ovarica policistica all’ecografia oppure livelli elevati di ormone antimülleriano (AMH).
Nelle adolescenti di età compresa tra 10 e 19 anni, devono invece essere presenti entrambi i seguenti criteri:
- disfunzione ovulatoria;
- iperandrogenismo.
Perché la PMOS è considerata una malattia sistemica?
La nuova denominazione mette in evidenza i principali meccanismi biologici coinvolti nella malattia.
Disfunzione neuroendocrina
Nelle pazienti con PMOS possono verificarsi alterazioni della secrezione di GnRH e LH, con aumento del rapporto LH/FSH e modificazioni di diversi neurotrasmettitori, tra cui dopamina, serotonina e GABA. Questi squilibri contribuiscono alla disfunzione endocrina tipica della sindrome.
Resistenza all’insulina
Circa l’85% delle donne con PMOS presenta una forma di resistenza all’insulina.
L’aumento dei livelli di insulina stimola la produzione ovarica di androgeni, contribuendo allo sviluppo dell’iperandrogenismo e delle alterazioni ovulatorie.
Iperandrogenismo ovarico
La resistenza all’insulina favorisce la stimolazione delle cellule della teca ovarica, aumentando la produzione di androgeni.
Contemporaneamente diminuisce la sintesi epatica della Sex Hormone-Binding Globulin (SHBG), con conseguente aumento della quota di androgeni liberi circolanti.
L’eccesso di androgeni favorisce l’accumulo di grasso viscerale, lo stato infiammatorio cronico e un ulteriore peggioramento della sensibilità all’insulina, instaurando un vero e proprio circolo vizioso metabolico.
Alterazione dello sviluppo follicolare
L’eccesso di androgeni interferisce con la normale maturazione follicolare.
Di conseguenza si osservano numerosi follicoli di piccole dimensioni (2-9 mm), un aumento dei livelli di AMH e, in alcuni casi, una riduzione della qualità ovocitaria.
Le conseguenze sulla salute oltre la fertilità
La PMOS è associata a un aumentato rischio di sviluppare diverse complicanze metaboliche e cardiovascolari, tra cui:
- obesità addominale;
- insulino-resistenza;
- prediabete e diabete mellito di tipo 2;
- steatosi epatica non alcolica;
- dislipidemia;
- ipertensione arteriosa;
- malattie cardiovascolari;
- sindrome delle apnee ostruttive del sonno.
Inoltre, possono essere coinvolti numerosi altri sistemi dell’organismo.
Altri sistemi coinvolti
Oltre alle alterazioni metaboliche, la PMOS può interessare numerosi altri organi e apparati.
Sistema riproduttivo
Le donne affette da PMOS possono presentare:
- cicli mestruali irregolari;
- anovulazione;
- infertilità;
- maggiore rischio di complicanze durante la gravidanza;
- aumento del rischio di iperplasia e carcinoma dell’endometrio.
Pelle e capelli
L’eccesso di androgeni può manifestarsi con:
- acne;
- irsutismo;
- alopecia androgenetica.
Salute psicologica
Numerosi studi hanno evidenziato una maggiore prevalenza di:
- ansia;
- depressione;
- disturbi del comportamento alimentare;
- riduzione della qualità di vita.
Infiammazione cronica
La PMOS è associata a uno stato di infiammazione cronica di basso grado e ad aumento dello stress ossidativo, fattori che contribuiscono sia alle complicanze metaboliche sia a quelle cardiovascolari.
Asse intestino-ormoni
Le ricerche più recenti suggeriscono che alterazioni del microbiota intestinale (disbiosi) e delle incretine possano contribuire alla fisiopatologia della malattia.
Sistema nervoso autonomo
È stata inoltre osservata una maggiore attività del sistema nervoso simpatico, spesso associata a stress cronico e disturbi del sonno.
Qual è l’impatto sulla fertilità?
La Sindrome Ovarica Metabolica Poliendocrina (PMOS) rappresenta una delle principali cause di infertilità femminile di origine ovulatoria.
L’assenza di ovulazione o un’ovulazione irregolare possono ridurre significativamente le probabilità di concepimento spontaneo.
Inoltre, la resistenza all’insulina, l’iperandrogenismo e lo stato infiammatorio cronico possono influire negativamente sulla qualità ovocitaria, sulla funzione ovarica e sull’ambiente endocrino necessario per ottenere e mantenere una gravidanza.
Per questo motivo, nelle donne che desiderano una gravidanza è fondamentale effettuare una valutazione completa e personalizzata, considerando non solo la funzione ovarica, ma anche gli aspetti metabolici, endocrini e riproduttivi.
Quando necessario, il percorso può includere modifiche dello stile di vita, trattamenti farmacologici o tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).
Cosa cambia realmente con il nuovo nome?
Il cambiamento di denominazione non introduce una nuova malattia, né modifica le strategie terapeutiche attualmente disponibili.
Il suo principale obiettivo è migliorare la comprensione della patologia sia tra i professionisti sanitari sia tra le pazienti.
Il termine Sindrome Ovarica Metabolica Poliendocrina descrive infatti una condizione cronica e sistemica, nella quale interagiscono alterazioni endocrine, metaboliche, infiammatorie e riproduttive.
Una definizione più precisa favorisce una diagnosi tempestiva, una presa in carico multidisciplinare e una migliore prevenzione delle complicanze a lungo termine.
Prima e dopo: cosa cambia?
| Prima | Oggi |
|---|---|
| Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS) | Sindrome Ovarica Metabolica Poliendocrina (PMOS) |
| Focus sull’ovaio | Visione sistemica della malattia |
| Il termine “ovaio policistico” poteva essere fuorviante | La nuova denominazione descrive meglio i meccanismi endocrini e metabolici |
| Approccio prevalentemente ginecologico | Approccio multidisciplinare: ginecologico, endocrinologico, metabolico e riproduttivo |
| Possibile ritardo diagnostico | Maggiore consapevolezza e diagnosi più precoce |
Un approccio terapeutico personalizzato
La PMOS è una patologia complessa che richiede un trattamento personalizzato in base ai sintomi, agli obiettivi riproduttivi e ai fattori di rischio di ciascuna donna.
L’approccio terapeutico può comprendere il controllo metabolico, il miglioramento dell’ovulazione, la gestione dell’iperandrogenismo e la prevenzione delle complicanze cardiovascolari.
Nelle pazienti che desiderano una gravidanza è fondamentale una valutazione specialistica della funzione ovulatoria, della riserva ovarica, dello stato metabolico e degli altri fattori che possono influenzare la fertilità.
Per questo motivo, la gestione della PMOS richiede spesso la collaborazione tra ginecologi, endocrinologi, nutrizionisti e specialisti della medicina della riproduzione.
Conclusioni
Il passaggio da Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS) a Sindrome Ovarica Metabolica Poliendocrina (PMOS) rappresenta un importante cambiamento nella comprensione di questa patologia.
La nuova denominazione riconosce che non si tratta semplicemente di una condizione ovarica, ma di una malattia cronica, sistemica e multifattoriale, con importanti implicazioni endocrine, metaboliche, riproduttive e psicologiche.
Una maggiore consapevolezza della natura della PMOS consentirà diagnosi più precoci, trattamenti più personalizzati e una migliore assistenza alle donne, in particolare a quelle che desiderano diventare madri.
Bibliografia
- Teede HJ, Bahri Khomami M, Morman R, et al. Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome, the new name for Polycystic Ovary Syndrome: a multistep global consensus process. The Lancet. 2026. DOI: 10.1016/S0140-6736(26)00717-8.
- International Evidence-Based Guideline for the Assessment and Management of Polycystic Ovary Syndrome. 2023.
- Society for Endocrinology. Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome (PMOS) is the new name for PCOS. 2026.
Preguntas Frecuentes
Il nuovo nome modifica la diagnosi o il trattamento?
No. I criteri diagnostici e le raccomandazioni terapeutiche rimangono invariati. Il nuovo termine offre semplicemente una descrizione più precisa della malattia e favorisce una diagnosi più tempestiva e un approccio clinico più completo.
La Sindrome Ovarica Metabolica Poliendocrina può influire sulla fertilità?
Sì. La PMOS rappresenta una delle principali cause di infertilità ovulatoria. L’ovulazione irregolare o assente può rendere più difficile il concepimento, anche se molte donne riescono a ottenere una gravidanza grazie a un trattamento medico personalizzato.
Tutte le donne con PMOS hanno cisti ovariche?
No. Nonostante il nome precedente, le donne con PMOS non presentano vere cisti ovariche. All’ecografia si osservano generalmente numerosi piccoli follicoli il cui sviluppo si è arrestato, che possono sembrare cisti ma non lo sono.
Perché la resistenza all’insulina è così importante nella PMOS?
La resistenza all’insulina svolge un ruolo centrale nella PMOS perché livelli elevati di insulina stimolano la produzione di androgeni, alterano l’ovulazione e aumentano il rischio di complicanze metaboliche a lungo termine, come il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari.