Viviamo in un momento in cui l’infertilità è collegata all’età. Sapevi che la proporzione di donne che ritardano la maternità al periodo tra i 30 e i primi anni 40 sta aumentando? È importante comprendere che la fertilità diminuisce con l’età della donna a causa della riduzione della quantità di ovuli rimasti nelle ovaie, ovvero della riserva ovarica.
Quando parliamo di riserva ovarica facciamo riferimento alla quantità di ovuli che una donna ha nelle ovaie in un determinato momento.
Quali motivi spiegano il ritardo della maternità?
Diversi aspetti spiegano il ritardo della maternità:
- Livello di istruzione più elevato.
- Occupazione lavorativa.
- Carriera professionale.
- Assenza di politiche e incentivi a sostegno della maternità.
- La percezione errata che i trattamenti di riproduzione assistita possano risolvere questa situazione legata all’età.
Ho 35 anni… E adesso?
Ogni giorno è maggiore il numero di donne over 35 che si rivolgono a noi; qui parliamo di età materna avanzata, principalmente dovuta al fatto che a partire da quell’età si verifica un aumento drammatico del numero di embrioni con corredo genetico anomalo (aneuploidi), intorno al 30%, che raggiunge il 60% a 40 anni e fino al 90% in età più avanzate. Nelle donne over 43, la possibilità di avere un embrione euploide non raggiunge il 5%.
Se hai più di 35 anni, si raccomanda di iniziare lo studio della fertilità dopo 6 mesi di tentativi di concepimento senza successo, iniziando con una valutazione della riserva ovarica mediante l’ormone antimülleriano, così come altri test come funzione tiroidea, coagulazione, patologia infettiva, esame del liquido seminale ed eventuale valutazione della pervietà delle tube.
Come affrontare questo problema?
L’ideale sarebbe la prevenzione, con un’informazione adeguata alla donna sull’impatto reale dell’età sulla sua capacità fertile, così come la conservazione sociale dei suoi ovuli, permettendo così di poter ritardare la maternità con maggiori garanzie.
Una volta che la donna si rivolge a noi, occorre stabilire protocolli specifici per massimizzare le sue possibilità di successo:
- Protocolli di stimolazione.
- Studio genetico (duostim).
- Test genetico preimpianto dei suoi embrioni, per accorciare il tempo necessario a ottenere la gravidanza e ridurre il tasso di aborto, permettendo il trasferimento di un singolo embrione e minimizzando così i rischi ostetrici, che sono maggiori all’aumentare dell’età della donna.
Quando l’età non permette di effettuare terapie con i propri ovuli, la donazione di ovuli è la principale soluzione per le donne over 40 che hanno fallito con altre terapie. In futuro sarà possibile ottenere ovuli a partire da cellule staminali provenienti dal midollo osseo, capaci di generare cellule di qualsiasi tipo, cioè pluripotenti, oppure da cellule staminali provenienti dall’ovaio; queste sono le linee di ricerca attuali per questo problema.
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